lunedì 29 ottobre 2007

Un gentiluomo (?)

l'imprenditore

CAMPOFILONE (Ascoli Piceno) - Per un mese ha provato a vivere con lo stipendio di un operaio. Dopo 20 giorni ha finito i soldi. Enzo Rossi, 42 anni, produttore della pasta all'uovo Campofilone, ha deciso allora di aumentare di 200 euro al mese, netti, gli stipendi dei suoi dipendenti, che sono in gran parte donne. Ha dichiarato di essersi vergognato, perché non è riuscito a fare nemmeno per un mese intero la vita che le sue operaie sono costrette a fare da sempre. Ha detto che "è giusto togliere ai ricchi per dare ai poveri".
fonte: http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/industriale-operaio/industriale-operaio/industriale-operaio.html
Carino il Robin Hood de' noaRtri, eh? Di sicuro il sig. Rossi ne guadagnerà in ritorno di immagine per la sua azienda (Pastifico La Campofilone) ...ma sta di fatto che l'aumento l'ha dato ed almeno ha provato sulla sua pelle quello che significa "tirare la cinghia".
Chi sarebbe pronto a fare altrettanto? Ahimè credo, in pochi...

...a me me piace!


Da sempre particolare fascino ed interesse suscitano in me le cose che "fanno pensare". Che esse siano film, libri, programmi tv e musica...
Lo svago puramente edonistico lo lascio a circostanziati momenti della mia vita.
In questo mi sento particolarmente segnato dalla condizione della mia città, Napoli. Chiusa nella morsa della camorra, dell'immoralità della droga, dello stupro di generazioni alle quali è stata negata l'ingenuità dell'infanzia (costretti a crescere troppo in fretta).
Immerso in questo drammatico contesto sentire di non essere solo e sapere che gente vissuta della mia stessa periferia riesce ad esprimere sotto forma di arte i sentimenti di rabbia e angoscia è confortante.
Segnalo dunque l'autore che ultimamente ascolto con piacere: Luca Caiazzo, in arte Lucariello, neo cantante degli Almamegretta, al suo primo disco da solista.
Un mio coetaneo, nato dalle mie stesse parti che, con un album grigio dipinge una realtà che del grigio assume tutte le tonalità possibili fino al più torbido della cronaca nera...ma non solo: storie conosciute per chi vive questa realtà ma affatto banali!
Ci sono voci che cantano ancora. Che parlano del potere della televisione, di quel piccolo schermo pericoloso con il quale siamo cresciuti e che resta un amico del quale è meglio non fidarsi (Pistole, Puttane e Cocacola, Love Song). O che avvicinano i clandestini caduti dal gommone e cresciuti tra i pescatori di Napoli (Lunastella). Che ascoltano prostitute, tristi regine di notte (Queen of The Street), e disegnano giochi di spacciatori e speranze di ragazze madri lasciate e ancora in cerca di amore, pure se diverso. Ci sono canti che parlano ancora. E che ora sarebbe il caso di ascoltare.
Un dialetto spinto, pronunciato con l'orgoglio di chi non vuole rinunciare alle sue radici, di chi non vuole abbandonare, mai gettare la spugna...perchè, alla fine Napoli "a me me piace"!
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