mercoledì 15 ottobre 2008

XO: un modo per sconfiggere la povertà (?)


C'era una volta...


"La parte più piccola dell'informazione digitale: il bit!"
— Nicholas Negroponte, Being Digital

E c'è ancora, per fortuna! Ma non è di questo che voglio parlare oggi, bensì di come un ambizioso progetto industriale possa sconfiggere il Digital Divide ed avere, come conseguenza a lungo termine, il miglioramento delle attuali condizioni di povertà dei paesi del terzo mondo.

Il fondatore di Wired, Nicholas Negroponte, è infatti il presidente della organizzazone no-profit OLPC (ONE LAPTOP PER CHILD), creata per sovraintendere al progetto del laptop da 100$, avviati alla produzione industriale su larga scala nel mese di luglio del 2007.

A questa ong hanno partecipato, donando 2 milioni di $ ciascuna, aziende del calibro di Google, Red Hat e AMD.

L'XO crea la sua propria rete mesh in maniera autonoma. Ogni macchina si
comporta da router senza fili a tempo pieno. I bambini nei punti più remoti
della Terra, come pure i loro insegnanti e famiglie, saranno connessi sia fra
loro sia all'Internet.
Esso comprende uno schermo da 7.5 pollici con risoluzione da 1200x900 pixel, schermo TFT e display autorinfrecante con risoluzione più alta (200 DPI) del 95 per cento dei laptop attualmente in commercio. Due modalità sono disponibili per lo schermo, una normale a colori ed una riflessiva ad alta risoluzione che può essere letta in piena luce solare.
Tutte e due consumano pochissima corrente; la prima consuma un watt, un settimo
dello schermo normale LCD; la seconda consuma addirittura soltanto 0.2 watt.
Il portatile sospende selettivamente la CPU, ciò che rende possibili
risparmi energetici di tutto rispetto. Il portatile consuma nominalmente due
watt - meno di un decimo del portatile standard - così poco che il portatile XO
può essere ricaricato dalla forza muscolare. Questo è un vantaggio di critica
importanza per il mezzo miliardo di bambini che non ha accesso
all'elettricità.


“È un progetto educativo, non solo un semplice portatile.”
— Nicholas Negroponte


Adesso è possibile, attraverso il sito dell'organizzazione, seguire tutte le evoluzioni del progetto -già attivo in Sud America, Sud Africa, Libia e Thailandia - ed, eventualmente, donare un laptop ad un bambino.

1 commento:

Pitt ha detto...

Investire nell'educazione per uscire dalla povertà?

Che CAZZATA!

Se avessero anche loro ministri come i nostri capirebbero meglio come si fa.