lunedì 27 dicembre 2010

Energia nucleare?

No, grazie.
Energia nucleare?
ABBIAMO GIA' DETTO NO, GRAZIE!
(l'8 novembre del 1987, per la precisione...)

Eh si, di nuovo la solita storia.
Non è bastato il referendum abrogativo di 3 norme importanti che hanno, di fatto, fermato lo sviluppo del nucleare in Italia come fonte di approvvigionamento energetico. A nulla è servita la volontà di circa l'80% dei votanti di non correre rischi.

I nuclearisti sono tornati alla carica, supportati dal nostro governo che firma "non meglio specificati" accordi con paesi esteri del calibro di Francia e Russia. Stavolta hanno scelto delle armi moderne e ben collaudate: uno spot sui principali canali televisivi italiani, Rai e Mediaset in primis.

Una réclame nata da una bella idea (mi riferisco all'amletica partita a scacchi), prodotta con una buona regia e fotografia e con un bravo attore, ma che ha tutto il sapore della propaganda politica. Non a caso è stata scelta la sua messa in onda in periodo natalizio, dove il pubblico è tanto, attempato e/o impigrito dal cibo o dalle festività.

Mi viene, inoltre, da pensare che l'aumento ingiustificato della benzina degli ultimi giorni (in Campania la verde ha sfondato il muro dell'euro e 50) favorisca a convincere i meno attenti che l'unica alternativa ai combustibili di origine fossile sia il nucleare.

Ecco lo spot "incriminato" del forumnucleare.it :

In questo spot si affronta il tema della sicurezza come qualcosa di assodato e, quindi, lontano anni luce dai disastri di Chernobyl, di quelli dell'11 settembre (le centrali NON sono a prova di attacco aereo, non è provato!) e soprattutto dal terremoto che ha distrutto L'Aquila e che non avrebbe risparmiato di certo la centrale nucleare.

E' risaputo che l'Italia è un paese ad altissimo rischio sismico e vulcanico.

Lo spot incalza definendo il nucleare come una "grande mossa" per il Paese, contrapposta dal timido azzardo dell'altro (che, tra l'altro, perde la partita).

E le scorie? La "monnezza" non basta più? Bisogna diversificare gli investimenti delle eco-mafie ed i versamenti di tonalità più accese?

Facciamo circolare questo video di risposta, piuttosto:

(fonte)

giovedì 2 settembre 2010


Il Buddha ha detto:

«Vivere con Retta Presenza Mentale vuol dire vivere nella realtà del momento presente, con il corpo e la mente che dimorano nel qui e ora. Chi dimora nell'attenzione del presente è consapevole di quanto avviene nella realtà, di quanto accade nel corpo, nella mente e nel mondo che lo circonda. Egli sa osservare in profondità le cose nel momento presente. Non insegue il passato e non si perde nel futuro, perchè il passato non esiste più e il futuro non è ancora arrivato. La realtà e dunque la vita è soltanto nel momento presente. Perdendo il momento presente, perdiamo la vita.» (Majjhima-Nikaya, Satipatthana Sutta)

Basta rimuginare sul passato e sulla paura che si è avuta.
Basta rimuginare sul futuro e sulla paura che si potrà avere.
Basta rimuginare SEMPRE...eccheccazz'!

mercoledì 18 agosto 2010

Fuoco su Napoli (magari più tardi, grazie!)


Ancora un altro scrittore e regista napoletano: Ruggero Cappuccio. (ma quanti ne sono?!? mi compiaccio!)
Interessante la trama, "esorcizzante" il tema, gradevolmente ricercato lo stile narrativo.
Lo consiglio a chi, come me, vive altalenando sentimenti di odio e d'amore per la propria città.

«Mentre Maria Amerigo preme la bocca contro il muro di pietra lavica a Leopardi, mentre Vincenzo di Sangrano inala nelle orecchie il Messiah di Haendel, mentre alla Biblioteca Nazionale cinque signore lucidano i vetri che proteggono manoscritti di Foscolo pronti alla mostra del giorno dopo, mentre a Pietrarsa uno di ventiquattro anni uccide uno di quarantotto per una partita di cocaina, mentre un lui e una lei americani sui settanta sorridono all'ambulante che insegue sul mandolino Fenesta vascia, mentre i gas dei Campi Flegrei ribollono sul pelo del mare oscuro di Pozzuoli, mentre al Teatro di San Carlo si apre il sipario sul Barbiere di Siviglia, mentre un neonato muore di crisi respiratoria in una clinica del Vomero, mentre una studentessa calabrese cammina piangendo in piazza Plebiscito perchè non ha i soldi per pagare l'affitto, mentre un grande scrittore newyorkese scrive un fondo su Salvator Rosa che sarà pubblicato da un quotidiano cittadino, mentre sei simulacri di assessori regionali si incontrano in un ristorante di via dei Mille per poter costruire un nuovo gruppo di maggioranza, mentre pare voglia piovere, mentre Carmine Denza e Diego Ventre stanno andando a Portici per vie diverse all'appuntamento fissato, mentre una fogna è scoppiata a via Manzoni, mentre un architetto giapponese presenta all'Hotel Excelsior il progetto per una strada sottomarina a via Caracciolo, mentre Pasquale Lerro visita un trans di Montesanto perchè non c'è nessuno che con la lingua dica quello che sa dire lei, mentre due giovani amici bevono il caffè da Gambrinus e l'uno dice all'altro quanto era grande Pergolesi, mentre le spiagge di Napoli, della Costiera amalfitana e del Cilento hanno perso un altro metro di sabbia, mentre un ordinario di storia dice al telefono a un giornalista che Giambattista Vico aveva previsto tutto, mentre un corteo di finti disoccupati blocca la tangenziale, mentre un deputato dichiara al telegiornale che sul problema Napoli lo Stato dovrà reagire, mentre l'immobiliarista Pepe sta comprando un palazzo a via Toledo secondo gli ordini dell'avvocato, mentre il languore del cielo viene a dire stellandosi tutto che certo per stasera non pioverà, mentre un ragazzo di quindici anni muore dietro il muro di un parcheggio a Secondigliano soffocato da un mix di droghe sintetiche, mentre un Antonio bacia una Carmela alla fermata del tram, mentre la reggia di Capodimonte apre le porte a Picasso e le antiche palme del parco seccano per una malattia incomprensibile, mentre Federico II in forma di statua se ne sta riparato sotto una cupola di Palazzo Reale, mentre un portuale piscia in faccia a un'ancora arrugginita, mentre Luce legge l'autobiografia di Sansevero, mentre chissà se domani è una bella giornata, mentre è tutto un mentre nella Napoli del mentre, nella città dove mentre succede quella cosa ne succede pure un'altra, nella città che chi l'avrebbe mai potuto immaginare che mentre a quell'ora quello faceva questo, quell'altro faceva quell'altro.»
Fuoco su Napoli, di Ruggero Cappuccio


lunedì 28 giugno 2010

"Hanno tutti ragione", me compreso!

Ho iniziato a leggere l'ultimo libro di Paolo Sorrentino, il regista, per intenderci, de "Il divo".

Hanno tutti ragione
"Perchè questo è il gioco.
Bisogna comprendere gli altri anche nel momento che ti stanno uccidendo.
Senza mai sottovalutare la forza sbilenca dell'ironia."

L'ho scelto per il titolo, lo ammetto! Ma con una quarta di copertina così, direi che le premesse sono buone.

Poi l'ho aperto e mi sono stupito dell'incredibile PREFAZIONE di un certo Mimmo Repetto, un signore della veneranda età di 100 anni!

Ho riso, mi ci sono rivisto, ho ritrovato gente che conosco, ho scorso l'elenco, mi sono stufato nel leggere l'enorme elenco di cose...ma alla fine ho gradito e le ho trascritte per il blog.

Il blog, da tempo trascurato meritava un ritorno forte, deciso, "autoritario" e volitivo!


Tutto quello che non sopporto ha un nome.
Non sopporto i vecchi. La loro bava. Le loro lamentele.
La loro inutilità.
Peggio ancora quando cercano di rendersi utili. La loro dipendenza.
I loro rumori. Numerosi e ripetitivi. La loro aneddotica esasperata.
La centralità dei loro racconti. Il loro disprezzo verso le generazioni successive.
Ma non sopporto neanche le generazioni successive.
Non sopporto i vecchi quando sbraitano e pretendono il posto a sedere in autobus.
Non sopporto i giovani. La loro arroganza. La loro ostentazione di forza e gioventù.
La prosopopea dell'invincibilità eroica dei giovani è patetica.
Non sopporto i giovani impertinenti che non cedono il posto ai vecchi in autobus.
Non sopporto i teppisti. Le loro risate improvvise, scosciate ed inutili.
Il loro disprezzo verso il prossimo diverso. Ancor più insopportabili i giovani buoni, responsabili e generosi. Tutto volontariato e preghiera. Tanta educazione e tanta morte. Nei loro cuori e nelle loro teste.
Non sopporto i bambini capricciosi e autoreferenziali e i loro genitori ossessivi e referenziali solo verso i bambini. Non sopporto i bambini che urlano e che piangono. E quelli silenziosi mi inquietano, dunque non li sopporto. Non sopporto i lavoratori e i disoccupati e l'ostentazione melliflua e spregiudicata della loro sfortuna divina.
Che divina non è. Solo mancanza di impegno.
Ma come sopportare quelli tutti dediti alla lotta, alla rivendicazione, al comizio facile e al sudore diffuso sotto l'ascella? Impossibile sopportarli.
Non sopporto i manager. E non c'è bisogno nemmeno di spiegare il perchè. Non sopporto i piccolo borghesi, chiusi a guscio nel loro mondo stronzo. Alla guida della loro vita, la paura. La paura di tutto ciò che non rientra in quel piccolo guscio. E quindi snob, senza conoscere neanche il significato della parola.
Non sopporto i fidanzati, poichè ingombrano.
Non sopporto le fidanzate, poichè intervengono.
Non sopporto quelli di ampie vedute, tolleranti e spregiudicati.
Sempre corretti. Sempre perfetti. Sempre ineccepibili.
Tutto consentito, tranne l'omicidio.
Li critichi e loro ti ringraziano della critica. Li disprezzi e loro ti ringraziano bonariamente. Insomma, mettono in difficoltà. Poichè boicottano la cattiveria.
Quindi, sono insopportabili.
Ti chiedono: "Come stai?" e vogliono saperlo veramente. Uno choc. Ma sotto l'interesse disinteressato, da qualche parte, covano coltellate.
Ma non sopporto neanche quelli che non ti mettono mai in difficoltà. Sempre ubbidienti e rassicuranti. Fedeli e ruffiani.
Non sopporto i giocatori di biliardo, i soprannomi, gli indecisi, i non fumatori, lo smog e l'aria buona, i rappresentati di commercio, la pizza al taglio, i convenevoli, i cornetti con la cioccolata, i falò, gli agenti di cambio, i parati a fiori, il commercio equo e solidale, il disordine, gli ambientalisti, il senso civico, i gatti, i topi, le bevande analcoliche, le citofonate inaspettate, le telefonate lunghe, coloro che dicono che un bicchiere di vino al giorno fa bene, coloro che fingono di dimenticare il tuo nome, coloro che per difendersi dicono di essere dei professionisti, i compagni di scuola che dopo trent'anni ti incontrano e ti chiamano per cognome, gli anziani che non perdono mai occasione per ricordarti che hanno fatto la Resistenza, i figli sprovvisti che non hanno nulla da fare e decidono di aprire una galleria d'arte, gli ex comunisti che perdono la testa per la musica brasiliana, gli svampiti che dicono "intrigante", i modaioli che dicono "figata" e derivati, gli sdolcinati che dicono bellino carino stupendo, gli ecumenici che chiamano tutti "amore", certe bellezze che dicono "ti adoro", i fortunati che suonano ad orecchio, i finti disattenti che quando parli non ascoltano, i superiori che giudicano, le femministe, i pendolari, i dolcificanti, gli stilisti, i registi, le autoradio, i ballerini, i politici, gli scarponi da sci, gli adolescenti, i sottosegretari, le rime, i cantanti rock attempati coi jeans attillati, gli scrittori boriosi e seriosi, i parenti, i fiori, i biondi, gli inchini, le mensole, gli intellettuali, gli artisti di strada, le meduse, i maghi, i vip, gli stupratori, i pedofili, tutti i circensi, gli operatori culturali,gli assistenti sociali, i divertimenti, gli amanti degli animali, le cravatte, le risate finte, i provinciali, gli aliscafi, i collezionisti tutti, un gradino più in su quelli di orologi, tutti gli hobby, i medici, i pazienti, il jazz, la pubblicità, i costruttori, le mamme, gli spettatori di basket, tutti gli attori e tutte le attrici, la video arte, i luna park, gli sperimentalisti di tutti i tipi, le zuppe, la pittura contemporanea, gli artigiani anziani nella loro bottega, i chitarristi dilettanti, le statue nelle piazze, il baciamano, le beauty farm, i filosofi di bell'aspetto, le piscine con troppo cloro, le alghe, i ladri, le anoressiche, le vacanze, le lettere d'amore, i preti e i chierichetti, le supposte, la musica etnica, i finti rivoluzionari, le telline, i panda, l'acne, i percussionisti, le docce con le tende, le voglie, i calli, i soprammobili, i nei, i vegetariani, i vedutisti, i cosmetici, i cantanti lirici, i parigini, i pullover a collo alto, la musica al ristorante, le feste, i meeting, le case col panorama, gli inglesismi, i neologismi, i figli di papà, i figli d'arte, i figli dei ricchi, i figli degli altri, i musei, i sindaci dei comuni, tutti gli assessori, i manifestanti, la poesia, i salumieri, i gioiellieri, gli antifurti, le catenine d'oro giallo, i leader, i gregari, le prostitute, le persone troppo basse o troppo alte, i funerali, i peli, i telefonini, la burocrazia, le installazioni, le automobili di tutte le cilindrate, i portachiavi, i cantautori, i giapponesi, i dirigenti, i razzisti e i tolleranti, i ciechi, la fòrmica, il rame, l'ottone, il bambù, i cuochi in televisione, la folla, le creme abbronzanti, le lobby, gli slang, le macchie, le mantenute, le cornucopie, i balbuzienti, i giovani vecchi e i vecchi giovani, gli snob, i radical chic, la chirurgia estetica, le tangenziali, le piante, i mocassini, i settari, i presentatori televisivi, i nobili, i fili che si attorcigliano, le vallette, i comici, i giocatori di golf, la fantascienza, i veterinari, le modelle, i rifugiati politici, gli ottusi, le spiagge bianchissime, le religioni improvvisate e i loro seguaci, le mattonelle di seconda scelta, i testardi, i critici di professione, le coppie lui giovane lei matura e viceversa, i maturi, tutte le persone col cappello, tutte le persone con gli occhiali da sole, le lampade abbronzanti, gli incendi, i braccialetti, i raccomandati, i militari, i tennisti scapestrati, i faziosi e i tifosi, i profumi da tabaccaio, i matrimoni, le barzellette, la prima comunione, i massoni, la messa, coloro che fischiano, coloro che cantano all'improvviso, i rutti, gli eroinomani, i Lions club, i cocainomani, i Rotary club, il turismo sessuale, il turismo, coloro che detestano il turismo e dicono che loro sono "viaggiatori", coloro che parlano "per esperienza", coloro che non hanno esperienza e vogliono parlare lo stesso, chi sa stare al mondo, le maestre elementari, i malati di riunioni, i malati in generale, gli infermieri con gli zoccoli, ma perchè devono portare gli zoccoli?
Non sopporto i timidi, i logorroici, i finti misteriosi, i goffi, gli svampiti, gli estrosi, i vezzosi, i pazzi, i geni, gli eroi, i sicuri di sè, i silenziosi, i valorosi, i meditabondi, i presuntuosi, i maleducati, i coscienziosi, gli imprevedibili, i comprensivi, gli attenti, gli umili, gli esperti, gli appassionati, gli ampollosi, gli eterni sorpresi, gli equi, gli inconcludenti, gli ermetici, i battutisti, i cinici, i paurosi, i tracagnotti, i litigiosi, i superbi, i flemmatici, i millantatori, i preziosi, i vigorosi, i tragici, gli svogliati, gli insicuri, i dubbiosi, i disincantati, i meravigliati, i vincenti, gli avari, i dimessi, i trascurati, gli sdolcinati, i lamentosi, i lagnosi, i capricciosi, i viziati, i rumorosi, gli untuosi, i bruschi, e tutti quelli che socializzano con relativa facilità.
Non sopporto la nostalgia, la normalità, la cattiveria, l'iperattività, la bulimia, la gentilezza, la malinconia, la mestizia, la vergogna, l'arroganza, la simpatia, il doppiogiochismo, il menefreghismo, l'abuso di potere, l'inettitudine, la sportività, la bontà d'animo, la religiosità, l'ostentazione, la curiosità e l'indifferenza, la messa in scena, la realtà, la colpa, il minimalismo, la sobrietà e l'eccesso, la genericità, la falsità, la responsabilità, la spensieratezza, l'eccitazione, la saggezza, la determinazione, l'autocompiacimento, l'irresponsabilità, la correttezza, l'aridità, la serietà e la frivolezza, la pomposità, la necessarietà, la miseria umana, la compassione, la tetraggine, la prevedibilità, l'incoscienza, la capziosità, la rapitdità, l'oscurità, la negligenza, la lentezza, la medietà, la velocità, l'ineluttabilità, l'esibizionismo, l'entusiasmo, la sciatteria, la virtuosità, il dilettantismo, il professionismo, il decisionismo, l'automobilismo, l'autonomia, la dipendenza, l'eleganza e la felicità.
Non sopporto niente e nessuno.
Neanche me stesso. Soprattutto me stesso.
Solo una cosa sopporto.
La sfumatura.

Mimmo Repetto
(scritta all'aurora del giorno in cui ha compiuto cento anni)