mercoledì 27 novembre 2013

La pagliacciata durata venti anni

Questa sera si è messa ai voti la decadenza da senatore della Repubblica di Silvio Berlusconi. Ed è stata approvata. Finalmente, aggiungerei.

Oggi sembrerebbe terminata la carriera politica di un uomo durata quasi un ventennio. Almeno nella sua accezione tradizionale, ovvero parlamentare e ministeriale.
In venti anni gli italiani hanno assistito, dolenti o compiaciuti, a numerose "discese in campo", infinite campagne elettorali, molteplici promesse da marinaio e leggi ad personam, decine di scandali, nonché un numero incalcolabile di vere e proprie balle.
Uno svilimento costante e sistematico della politica e della funzione pubblica a uso esclusivo degli interessi di pochi privati, immobilizzando di fatto un intero Paese.

Quello di oggi è uno spettacolo che, come già visto in altre occasioni, a livello emotivo divide il pubblico pagante del teatrino politico italiano. Da una parte i sostenitori tout-court del cavaliere del grottesco, dall'altra gli eterni ed acerrimi nemici.

Da notare, però stavolta, una novità. E non si tratta della crescente quota dei nauseati e distaccati apolitici (impossibile biasimarli!) bensì l'adozione da parte di tutti - favorevoli e contrari, estasiati e indignati, contenti ed arrabbiati - della pagliacciata come metodo di reazione alla notizia.

Penso alle donne vestite a lutto per l'occasione ed alle persone che organizzano sbronze collettive e brindisi commemorativi.

Ora concludo che devo a provarmi il naso rosso per la festa.

Bye bye B.

lunedì 25 novembre 2013

Avutamienti di stommaco


Oggi è la giornata, durante la quale, è necessario gridare - se non oggi, quando? (cit.) - la parola BASTA al cosiddetto femminicidio.
Un neologismo, a parere di molti, raccapricciante.

Si pensa alla violenza contro le donne come un argomento a sé stante, come se non si trattasse di un becero sottoinsieme della violenza stessa, di un problema marginale, che grida il suo sacrosanto bisogno di soluzioni. E ci sta.
Al di là di tutte le considerazioni positive riguardo la sensibilizzazione ad un problema, purtroppo, radicato nelle fitte trame della società contemporanea, oggi ci si trova al cospetto di una messa in scena, perpetrata da personaggi più o meno famosi e dalla gente comune, bislacca se non abominevole.

Molte persone hanno colto al volo l'occasione mediatica per vomitare il loro rancore e le loro frustrazioni, trasformando questa "strana" ricorrenza in una bieca lotta di genere, ignorando o dimenticando di ragionare sulle motivazioni che stanno alla base della violenza stessa.

La violenza non ha genere.
Quindi dire NO alla violenza per tutti.